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Vaccinazione contro Covid-19 e malattie rare dell’ipofisi

Le principali considerazioni per i pazienti con malattie rare dell'ipofisi che devono sottoporsi alla vaccinazione contro Covid-19

14 marzo 2021 / Endocrinologia

La campagna vaccinale è finalmente iniziata anche in Italia e, al momento della pubblicazione di questo aggiornamento, risultano vaccinate quasi due milioni di persone, a cui sono state somministrate due dosi di vaccino (Anagrafe Nazionale Vaccini del Ministero della Salute, https://www.governo.it/it/cscovid19/report-vaccini/).
In altri Paesi, come ad esempio il Regno Unito, gli Stati Uniti d’America o Israele, la vaccinazione contro Covi-19 è iniziata prima o ha avuto una diffusione più ampia per una serie di ragioni, e quindi il numero di persone vaccinate è molto maggiore fornendo informazioni sempre più attendibili sull’efficacia e sulla sicurezza dei vaccini. Come per tutti i nuovi farmaci che sono a disposizione della popolazione anche per i vaccini e per quello contro Covid-19 vengono segnalati e registrati con attenzione i possibili effetti collaterali, che sono poi analizzati anche in relazione alle condizioni preesistenti delle singole persone. A tale riguardo la Pituitary Foundation (l’organizzazione del Regno Unito che offre supporto e informazioni ai pazienti con malattie dell’ipofisi, https://www.pituitary.org.uk/covid-vaccines/) ha pubblicato alcune raccomandazioni relative alla sicurezza dei vaccini contro Covid-19 nei pazienti con malattie dell’ipofisi in associazione con la Society for Endocrinology (https://www.endocrinology.org/media/3965/sfe-covid-19-vaccine-statement.pdf), che sono di seguito riportate.
1. Sicurezza dei vaccini nei pazienti con malattie endocrine o metaboliche. In linea generale, la Society for Endocrinology ha riportato che i vari vaccini disponibili possono avere effetti collaterali diversi, ma questi effetti non sono stati riscontrati in maniera specifica nei pazienti con diabete mellito o con malattie endocrine; ciò significa che nei pazienti con il diabete mellito o con una malattia delle ghiandole endocrine non si verificano effetti collaterali ai vaccini contro Covid-19 dovuti all’interazione del vaccino con un paziente perché diabetico o con malattia delle ghiandole endocrine.
2. Pazienti con iposurrenalismo in terapia con "cortisone" (Hydrocortisone® o con Cortone Acetato® o Plenadren®). La dose di Hydrocortisone® o di Cortone Acetato® o di Plenadren® deve essere aumentata prima della vaccinazione contro Covid-19? Il gruppo di esperti della Pituitary Foundation e la Society for Endocrinology ritengono che non ci sia la necessità di aumentare preventivamente la dose di “cortisone” nei pazienti con iposurrenalismo che assumono regolarmente la terapia con Hydrocortisone® o con Cortone Acetato® o con Plenadren® prima della vaccinazione contro Covid-19. Tuttavia, può essere opportuno aumentare la dose di “cortisone” se si tratta di una persona particolarmente ansiosa o se la vaccinazione può rappresentare una condizione di “stress”. Le persone che hanno una normale funzione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene rispondono ad una condizione di stress con un aumento della produzione di cortisolo. Se la vaccinazione rappresenta un forte stress oppure se dopo la vaccinazione viene avvertita una sensazione di malessere è opportuno raddoppiare la dose della terapia sostitutiva con “cortisone”, come raccomandato dalle misure di emergenza dell’iposurrenalismo (https://www.endocrinologopisa.it/misure-terapeutiche-emergenza), bere acqua in abbondanza e assumere paracetamolo. Queste stesse procedure devono essere adottate nel caso in cui compaiano febbre, dolori muscolari, o altri effetti collaterali; in queste condizioni è sempre opportuno contattare il proprio medico.
3. Priorità nella vaccinazione contro Covid-19. L’Addison Disease Self-Help Group ha indicato i pazienti con iposurrenalismo come persone vulnerabili e che devono, quindi, accedere alla vaccinazione contro Covid-19 in via preferenziale (https://www.addisonsdisease.org.uk/Handlers/Download.ashx?IDMF=eba56b0a-fd27-4a7a-a7c6-588260a6fd0a). Nel Regno Unito i pazienti con diabete insipido sono inclusi tra quelli ad elevato rischio di malattie e decesso da infezione da nuovo coronavirus. I pazienti con sindrome di Cushing hanno un’aumentata produzione di cortisolo che determina un’alterazione del sistema immunitario che li rende più suscettibili all’infezione da coronavirus (https://cushingsdiseasenews.com/information-about-covid-19-for-cushings-disease-patients/). Anche i pazienti con acromegalia dovrebbero essere considerati pazienti fragili con un rischio maggiore in seguito all’esposizione al nuovo coronavirus in conseguenza delle molteplici comorbidità che presentano tra cui il diabete mellito, le complicanze cardiovascolari e le apnee notturne (http://www.societaitalianadiendocrinologia.it/public/pdf/acromegaly_covid19.pdf). Parimenti i pazienti con deficit completo della funzione ipofisaria (panipopituitarismo) devono essere considerati tra le categorie più fragili. Nel nostro Paese è il Ministero della Salute che identifica le categorie di persone che hanno un accesso prioritario alla vaccinazione contro Covid-19 e il tipo di vaccino che preferibilmente potrà essere loro somministrato (Ultimo aggiornamento marzo 2021, http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3014_allegato.pdf)

Questo elenco di persone “fragili” che sono, quindi, esposte ad un rischio maggiore di complicazioni o di sviluppare una malattia più grave in seguito all’infezione da nuovo coronavirus, è in continuo aggiornamento presso il Ministero della Salute.

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