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Paratiroidi

La maggior parte delle persone ha quattro paratiroidi, piccole ghiandole poste nel collo dietro la tiroide; raramente, ci sono persone che hanno una o due paratiroidi aggiuntive, talora in altra sede del collo o nel torace.

Queste ghiandole producono un ormone, il paratormone  o PTH che svolge un ruolo importante nel mantenere normali livelli di calcio nell’organismo.

Quando i livelli di calcio nel sangue si riducono, la risposta delle paratiroidi è quella di aumentare la produzione di PTH con l’obiettivo di riportare la calcemia nei limiti della norma; al mantenimento di normali livelli di calcio nel sangue partecipano anche i reni, il tessuto osseo e l’intestino. In condizioni normali, quando il calcio nel sangue aumenta, le paratiroidi rilasciano una minore quantità di PTH, che fa sì che il rene trattenga meno calcio; in questo modo il calcio nell’organismo viene mantenuto costantemente entro limiti molto stretti.

Normali livelli di calcio nel sangue sono importanti per la corretta contrazione dei muscoli, per il metabolismo delle ossa, per la coagulazione e per i segnali molecolari all’interno delle cellule. 

Per visite private riguardanti le malattie delle paratiroidi potete prendere un appuntamento, a PisaRoma e Milano, con il Prof. Bogazzi, Endocrinologo

paratiroidi figura

Malattie che portano
ad eccessiva produzione di paratormone
(Iperparatiroidismo)

L’iperparatiroidismo primario è una malattia che può coinvolgere una o più ghiandole paratiroidee, che diventano iperattive e producono un eccesso di ormone delle paratiroidi (paratormone o PTH). L’eccesso di paratormone aumenta l’assorbimento intestinale di calcio e mobilizza il calcio dalle ossa; ne deriva che il calcio nel sangue (calcemia) aumenta al di sopra dei limiti di rifermento.  L’eccesso di calcio nel sangue può determinare degli effetti nel breve ma anche nel lungo periodo.

L’iperparatiroidismo primario è diverso dall’iperparatiroidismo secondario, nel quale le paratiroidi aumentano la produzione di paratormone in risposta ad una riduzione dei livelli circolanti di calcio.

L’iperparatiroidismo è dovuto, nella maggior parte dei casi ad un tumore benigno (adenoma) che si sviluppa in una paratiroide; in altri pazienti si verifica un aumento della crescita di normali cellule in più paratiroidi (Iperplasia); in rari casi (meno dell’1%), è sostenuto da una tumore maligno.

L’iperparatiroidismo può verificarsi ad ogni età ma più spesso dopo la menopausa. Quando si manifesta in giovane età può essere dovuto a forme famigliari, su base genetica, che possono coinvolgere anche altre ghiandole endocrine come, l’ipofisi, il pancreas, la tiroide o le ghiandole surrenali.

Nella maggior parte dei casi (80%) l’iperparatiroidismo non determina manifestazioni che sono percepite dal paziente; in questi casi, viene rilevato nel corso di esami del sangue che includono la calcemia.

Tuttavia, alcuni sintomi, non specifici, sono stati messi in relazione ad aumentati livelli di calcio nel sangue: -dolori articolari; - affaticamento; - debolezza muscolare; - perdita di appetito; - difficoltà a concentrarsi; - lieve depressione dell’umore.

I disturbi diventano più evidenti quando i valori del calcio e del paratormone sono francamente aumentati e possono includere una significativa perdita di appetito, nausea, stipsi, eccessiva sete e necessità di urinare frequentemente. A lungo andare, possono formarsi calcoli renali e una malattia del rene che può portare ad un difetto di funzione oppure può svilupparsi una malattia dell’osso in conseguenza dell’eccessivo riassorbimento di calcio (dall’osso) con conseguente aumento della sua fragilità e del rischio di fratture. Talora possono verificarsi danni articolari.

La terapia dell’iperparatiroidismo può andare dalla semplice sorveglianza, alla terapia medica, fino all’intervento chirurgico, in relazione alle caratteristiche della malattia nel singolo paziente.

Malattie che portano
ad una ridotta produzione di paratormone
(Iopoparatiroidismo)

Quando le paratiroidi produco meno ormone (PTH) si verifica una riduzione dei livelli di calcio nel sangue, in quanto il meccanismo che mantiene il corretto bilanciamento tra il riassorbimento di calcio dalle ossa e la perdita di calcio con le urine viene perduto. I principali disturbi dovuti ai bassi livelli di calcio nel sangue sono i seguenti: formicolii (parestesie) e crampi alla bocca, alle mani e ai piedi.

Nei casi più gravi può verificarsi una debolezza generalizzata e una condizione di contrattura della muscolatura con crampi che è definita tetania; questa condizione rappresenta un’emergenza medica.

La causa più frequente di ipoparatiroidismo è quella chirurgica; forme rare sono quelle su base genetica.

In linea generale, la terapia dell’ipoparatiroidismo consiste nell’assunzione di calcio e di vitamina D; quando si verifica una forte riduzione del calcio circolante o quando compaiono le manifestazione dell’ipocalcemia, è spesso opportuno somministrare il calcio per via endovenosa.

E’ una raccomandazione generale che il paziente con ipoparatiroidismo che avverte i sintomi dell’ipocalcemia (formicolii e crampi) si rechi subito al pronto soccorso.

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