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La terapia con iodio radioattivo: valutazione a Pisa, Roma e Milano

La terapia con iodio radioattivo (131-I) può essere eseguita per curare due condizioni:

  • Ipertiroidismo
  • Tumori differenziati delle cellule follicolari della tiroide

Lo iodio radioattivo viene “captato” dalle cellule tiroidee con l’obiettivo di distruggerle. La maggior parte dello iodio radioattivo viene eliminato con le urine nelle ore immediatamente successive alla somministrazione. Tuttavia, una parte di iodio radioattivo rimane nell’organismo (principalmente nel tessuto tiroideo); per tale motivo il paziente potrà avere un quota di radioattività maggiore di quanto avesse prima di assumere la terapia con radioiodio e deve seguire delle norme di radioprotezione per ridurre il rischio di esporre altre persone a radiazioni, seppure in quantità limitata. Per definire l'opportunità della terapia radiometabolica con 131-I potete prendere un appuntamento con il Prof. Bogazzi, per una visita specialistica endocrinologica a PisaRoma e Milano.

Come viene eseguita
la terapia con iodio radioattivo

La terapia con iodio radioattivo viene assunta sotto forma di capsula data per bocca con un bicchiere d’acqua.

Preparazione alla terapia radiometabolica con 131-I

In linea generale, non è necessaria una dieta specifica in previsione della terapia con radioiodio, a meno che il paziente non faccio uso per periodi prolungati di alimenti particolarmente ricchi di iodio come, ad esempio, le alghe.

E’, invece, importante che non vengano usate sostanze che contengono quantità molto elevate di iodio, che, di fatto, possono impedire allo iodio radioattivo di essere captato dalle cellule follicolari della tiroide, rendendo inefficace la terapia radiometabolica.

Esempi di sostanze che contengono forti quantità di iodio e che sono di uso frequente sono alcuni disinfettanti (tintura di iodio, Betadine) alcuni collutori (Antoral) e il mezzo di contrasto usato per fare la TAC o altri esami radiologici. Anche un farmaco utilizzato per alcune malattie del cuore (amiodarone) contiene elevate quantità di iodio; in caso di TAC con mezzo di contrasto oppure in caso di assunzione di amiodarone, prima di non eseguire l’esame o di sospendere la terapia è opportuno portarlo a conoscenza del medico.

Terapia radiometabolica per ipertiroidismo

In linea generale, viene eseguita in regime ambulatoriale nell’arco di due giorni; il primo giorno vengono eseguiti alcuni accertamenti generali (esami del sangue, eventualmente l’ecografia della tiroide ecc) e la captazione tiroidea dello iodio radioattivo (viene somministrata una capsula contenetene un piccola quantità di iodio radioattivo per verificare dopo circa tre e ventiquattro ore quanto se ne trova nella tiroide); il secondo giorno, se non sono emersi elementi di contrasto, sarà somministrata la capsula contenente la terapia con iodio radioattivo e il paziente potrà tornare a casa.

I pazienti ipertiroidei che assumono Tapazole o Propycil dovranno sospendere questa terapia alcuni giorni prima della terapia con iodio radioattivo secondo le indicazioni del medico.

 

Terapia radiometabolica per tumore della tiroide

Nella maggior parte dei pazienti la terapia con iodio radioattivo viene eseguita nell’arco di tre-quattro giorni, mediante la somministrazione di TSH ricombinante umano, senza dover sospendere la terapia con ormone della tiroide; nel corso dei primi due giorni vengono eseguiti alcuni esami generali (prelievo di sangue, ecografia del collo, ed eventualmente una radiografia del torace) e vengono eseguite due iniezioni intramuscolo di TSH ricombinante umano per favorire la captazione di iodio radioattivo da parte delle cellule tiroidee. Questi accertamenti e le iniezioni di TSH ricombinante umano sono eseguiti in regime ambulatoriale. Il terzo giorno viene somministrata la capsula contenete la terapia con radioiodio che richiede il ricovero ospedaliero in camera protetta per 24-48 ore, a seconda della quantità di radioiodio somministrata. Il giorno della dimissione sarà eseguita una scintigrafia corporea totale; in qualche caso potrebbe essere eseguirla a distanza di alcuni giorni (quando il residuo della tiroide è molto accentuato); in questo caso, sarà chiesto al paziente di tornare una mattina nell’ambulatorio della Medicina Nucleare.

Dopo la terapia
con iodio radioattivo

  1. I pazienti che assumono la terapia radiometabolica con iodio radioattivo per curare l’ipertiroidismo, dovranno controllare la funzione della tiroide nelle settimane successive per verificare l’insorgenza di ipotiroidismo (cioè del difetto di funzione della tiroide) ed iniziare un’eventuale terapia sostitutiva con l’ormone tiroideo.
  2. I pazienti ipertiroidei e i pazienti con tumore della tiroide che assumono la terapia con iodio radioattivo devono seguire delle norme di comportamento (radioprotezione) in modo da ridurre al minimo il rischio di fornire radiazioni ad altre persone.

L’Associazione Italiana di Fisica Medica ha redatto alcune norme di comportamento che devono seguire le persone sottoposte a terapia radiometabolica con iodio radioattivo; norme di comportamento simili sono state stabilite anche dalla Società Italiana di Medicina Nucleare e, in linea generale, sono comuni a quelle adottate da Società Internazionali della Tiroide, come l’American Thyroid Association.

 

In linea generale vi sono tre elementi che determinano quanta radiazione può ricevere una persona che venga a contatto con un paziente che ha assunto la terapia con iodio radioattivo:

  1. la capacità del tessuto tiroideo di trattenere lo iodio radioattivo (un paziente che assume la terapia con radio iodio per ipertiroidismo ha una tiroide normale o più grande e riterrà più radioiodio di una persona che assume la terapia radiometabolica dopo intervento chirurgico di tiroidectomia per un carcinoma della tiroide)
  2. la distanza tra le persone (maggiore è la distanza e minore è il rischio di ricevere radiazioni; in linea generale, la distanza di due metri è considerata una distanza di sicurezza)
  3. il tempo di contatto tra le persone (minore è il tempo di permanenza minore è il rischio di ricevere radiazioni)

 

Raccomandazioni di radioprotezione
dell’associazione Italiana di Fisica Medica

Si tratta di raccomandazioni di carattere generale che possono variare in considerazione delle condizioni dei singoli pazienti (ad esempio, l’astensione dal lavoro o da rapporti sessuali può variare).

Gentile paziente,
per curare la Sua malattia Le è stata somministrata una sostanza radioattiva. Questa viene facilmente eliminata con le urine, le feci e, in misura minore, con il sudore o con altre secrezioni. Dopo un mese dalla dimissione Lei non sarà più fonte di rischio da irradiazione per le persone che si troveranno a contatto con Lei. Comunque, in particolare nelle prime settimane e entro il primo mese dalla sua dimissione, è necessario che siano adottate alcune regole mirate ad evitare irradiazioni e contaminazioni radioattive indebite a coloro che vivono con Lei e attorno a Lei.

Non vi è motivo di allarme, perché non sono mai stati dimostrati danni effettivi a persone che si trovano nelle condizioni di chi sta vicino a Lei; ma è buona regola cautelativa, internazionalmente adottata, evitare anche il seppur minimo e remoto rischio se questo implica una semplice prassi di igiene. In particolar modo, il rischio va evitato ai bambini e alle donne in età fertile.

Va comunque evitato, per due settimane, un contatto troppo stretto in casa o fuori (incluso il dormire insieme ad altri, avere rapporti intimi, accudire bambini, tenerli in braccio, ecc...).

In caso di ricovero Ospedaliero imprevisto nei giorni successive al trattamento le chiediamo di informare il medico del trattamento con radioiodio ricevuto.

Ove non espressamente indicato le regole sotto riportate vanno seguite per due settimane.

Lei dovrà tenersi quanto più lontano possibile da qualunque persona in casa e fuori. In ogni caso non dovrà avvicinarsi a meno di 1 metro dalle altre persone e non dovrà permanere a lungo a meno di 2 metri di distanza da queste.

Toilette

Dovrà utilizzare il water in posizione seduta. Dovrà impiegare carta igienica per l’igiene intima e in seguito si dovrà sempre azionare lo sciacquone. Se possibile dovrà lavarsi le mani all’interno del bagno per evitare la contaminazione delle maniglie delle porte.

Bambini piccoli (da 0 a 3 anni)

Deve essere consapevole che i bambini fino a 3 anni di età corrono rischi maggiori rispetto ai membri della popolazione (a parità di dose ricevuta). Dovrà pertanto evitare, per quanto possibile, il contatto fisico diretto e, anche in questo caso, quanto maggiore sarà la distanza, tanto minori saranno i rischi per i bambini.

Bambini/ragazzi (da 3 a 18 anni)

Dovrà evitare, per quanto possibile, il contatto fisico diretto e, anche in questo caso, quanto maggiore sarà la distanza, tanto minori saranno i rischi per i bambini.

Partner e altre persone in casa

La distanza tra due letti adiacenti dovrà essere non inferiore a 2 metri. Assicurarsi che il letto del paziente in una stanza non sia posto contro la stessa parete presso la quale si trova il letto in una stanza adiacente. In questo caso la distanza tra i due letti sarebbe molto ridotta e si deve tener presente che una parete non fornisce una protezione efficace da questo tipo di radiazioni.

Familiari anziani

Per le persone di età pari o superiore ai 60 anni, il rischio di danni per radiazioni è limitato.

Allattamento al seno

L’allattamento deve necessariamente essere interrotto.

Gravidanza

Il concepimento entro quattro mesi dalla cura con iodio radioattivo può comportare danni per il nascituro. Si consiglia pertanto di evitare la gravidanza nei prossimi quattro mesi, sia se il paziente è un uomo che una donna.

Visitatori

Nel caso di una breve visita della durata, ad esempio, di qualche ora, non vi è alcuna necessità di precauzioni speciali, tranne quella di mantenere la distanza di sicurezza e di evitare il contatto fisico diretto. Dovranno essere evitate per due settimane dalla dimissione le visite di bambini piccoli e di donne in gravidanza.

Posate, stoviglie e biancheria

Dato che la saliva e le secrezioni naturali dei pazienti sono contaminate in modo relativamente elevato dallo iodio, le posate e le stoviglie, gli asciugamani, le lenzuola, ecc. impiegate dai pazienti non devono essere usati da altre persone. Il lavaggio ripristina le condizioni di piena sicurezza, e non vi è bisogno di lavare questi articoli separatamente.

Trasporti

Esclusivamente durante la prima settimana, l’impiego dei mezzi pubblici di trasporto dovrà essere limitato a circa due ore per viaggio. Se prende un taxi, dovrà sedersi quanto più lontano è possibile dal guidatore. Non dovrà viaggiare nello stesso taxi per più di due ore in totale. Nel caso che non sia evitabile un viaggio più lungo con mezzi pubblici, è opportuno, per ridurre la dose agli altri viaggiatori, cercare di mantenere una distanza di sicurezza dagli altri viaggiatori. Ad esempio, potrà cambiare di posto in modo da evitare di restare seduto vicino alla stessa persona per lunghi periodi di tempo.

Vita sociale

Per una settimana sarà opportuno evitare di andare al cinema e di partecipare ad altre attività della vita sociale in cui il paziente viene a trovarsi a stretto contatto con altre persone per varie ore.

Attività lavorativa

Dovrà rispettare una distanza minima di 1 metro dalle altre persone, per la maggior parte dell’orario di lavoro, compresa la pausa per il pranzo.

Queste raccomandazioni non sono assolute e potranno essere modificate dal medico nei singoli pazienti

Vedi anche : La radioattività dell’ambiente (o naturale), delle principali indagini radiologiche e della terapia radiometabolica con radioiodio (131-I)